L’elettronica del futuro è idrosolubile

Una nuova generazione di gadget punta tutto sull’essere biodegradabile: una svolta per le sonde medicali, ma anche per l’elettronica di consumo, che non necessita più di smaltimento

Protesi e sonde medicali che si disintegrano nel corpo senza bisogno di un intervento chirurgico per la loro rimozione. Dispositivi elettronici che, una volta obsoleti, si consumano spontaneamente senza bisogno di essere smaltiti. Ordigni che, se inesplosi, si inattivano da soli dopo una certa data di scadenza.

Ecco una serie di scenari oggi possibili grazie all’invenzione di una nuova generazione di gadget: quelli idrosolubili, cioè sensibili all’umidità e, in generale, all’acqua, e capaci di dissolversi progressivamente se a contatto con essa.

Una delle strategie più innovative, quella elaborata da un team internazionale di ricerca operativo tra il Texas e la Cina e appena resa nota su Science Advances. In particolare, le componenti del circuito poggiano su uno speciale supporto polimerico che, a contatto con l’acqua, si trasforma in un acido in grado di corrodere, fino a dissolvere, le parti metalliche del dispositivo.

 

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